Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
L’ultima battaglia è scoppiata il sabato di Pasqua con i soldati italiani che dirigevano il fuoco degli elicotteri americani Apache contro i talebani. A piedi, con i muli, nei mezzi che assomigliano a gatti delle nevi blindati, gli alpini paracadutisti dell’avamposto di Surobi, 70 chilometri a sud est di Kabul, ce la mettano tutta.
05 aprile 2008
gli istriani in istria.Gli Italiani in italia. serri nicola
01 aprile 2008
Ciao Fausto,
Questo non e proprio un comento, ma non ho saputo il suo indirizzo email. Quando schiaccio il pulsante contattami si apre soltanto una casela pe yahoo mail.
Qualle e il suo indirizzo emai? O una segreteria mail se non altro. Vorrei chiederla il permesso di tradurre alcuni dei suoi articoli in rumeno, per il nostro blog.
A rivederci,
Emil Modoran emil modoran
26 marzo 2008
Sono felicissimo che Grilz riceva anche se con colpevole ritardo questo riconoscimento pubblico. Per quanto riguarda quello privato, io come certo molti altri non ho dimenticato lui o i suoi articoli. Li leggevo con assoluto piacere, mi hanno permesso di conoscere, quasi da dentro, realtà di guerre, rivoluzioni, sofferenze che non venivano raccontate da altri. Mi ha fatto conoscere l'Uganda, il Mozambico, l'Afganistan di Massoud , l'UNITA, l'MPLA e tanti altri luoghi, popoli e persone. Grazie Almerigo, ci manchi. Andrea Romani
18 marzo 2008
Per inclinazione ed anche per mestiere (come i tuoi amici che operano in altre professioni), sei chiamato ad essere tramite di verità, giustizia, libertà e pace, contribuendo con il tuo importante lavoro, ad un migliore ordine sociale costruito sulla verità e la giustizia.
M.T. Michele Tarlao
17 marzo 2008
Giusto un saluto e un apprezzamento per il Suo lavoro
beppe (quello della lettera sul Kosovo) Beppe Cuoco
Nei primi anni ottanta, tre giovani triestini compresero
prima degli altri che il giornalismo avrebbe imboccato una direzione sempre più
orientata verso il giornalismo autonomo.Così decisero di andare in giro per il mondo
raccontando le guerre dimenticate...