LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
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REPORTAGE
La lunga strada dopo l'11/9
Bala Baluk (Base Tobruk). “Capitano: un razzo, un razzo…” urla il caporal maggiore capo Carlo Aringhieri in mezzo al caos della battaglia. Reportage dall'Afghanistan sui paracadutisti italiani in prima linea nella provincia di Farah.
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Israele/Palestina rabbia e odio in tv e non solo
16 gennaio 2009
La gentile Alessia ha lasciato un commento sul mio sito, che utilizzo per aprire una discussione che coinvolga gli studenti del Corso di comunicazione di crisi e chiunque altro. Concordo con Alessia, ma la guerra porta sempre a rabbia e odio. Non c'è solo Annozero. Al Jazeera e Fox news, per certi versi le due facce della stessa medaglia, utilizzano il potere della tv come un'arma. Che fare?
Alessia ha scritto: Questi sono giorni duri per la comunità internazionale a causa degli avvenimenti di Gaza. Credo che ciò che si deve assolutamente evitare sia la strumentalizzazione di sentimenti quali la rabbia e l\'odio, come purtroppo è accaduto in alcune trasmissioni televisive italiane.


22 febbraio 2009 12:37:38 - angelo mulieri scrive:
ho trovato questa citazione in un altro blog e mi ha fatto riflettere, si adatta benissimo, secondo me, a tante situazioni che stiamo vivendo ed anche al conflitto israele-palestina. "Churchill ventiduenne sul confine afgano parlando della guerra all'islamismo militante : nn bisogna temere l'esito finale, ma quanto più si manterrà la politica delle mezze misure, tanto più si allontanerà la fine del conflitto."


30 gennaio 2009 16:32:50 - Alessia Chiriatti scrive:
Incombenza esami, è vero. Cito le parole di Amira Hass, giornalista di Ha'aretz: "Tutti i giornalisti presenti a Gaza dicono che ai loro direttori non interessa più la Striscia. Ora è il momento delle cose che contano: negoziati, dichiarazioni, guerra al terrorismo, contrabbando di armi, il diritto di Israele di difendersi. Ma sono le cifre a emergere dalle macerie e dai racconti dell'orrore". Eppure, anche se non se ne parla, l'aviazione israeliana ha effettuato un raid aereo per colpire i tunnel che riforniscono Gaza di armi di contrabbando. Mi sorprende, ma neanche troppo, che da parte di Ban Ki Moon si sia levata una sola voce per chiedere la punizione dei responsabili dei bombardamenti contro gli edifici dell'ONU.


30 gennaio 2009 14:26:33 - Paola Arcidiacono scrive:
Il poter dei media:la loro attenzione sul problema Israele e Palestina cala ed anche il nostro piccolo club non trova più spunti su cui discutere. Sarà anche il potere degli esami all'università che ci ha fatti sparire tutti? Ciao


25 gennaio 2009 02:10:22 - Alessia Chiriatti scrive:
Nel frattempo in Israele si riaccende la campagna elettorale: i manifesti contro la Livni sono stati affissi da parte del Likud. A parlarne però solo Ynetnews. Mi chiedo inoltre se sia necessario guardare solo al ruolo di Hamas e se invece piuttosto sia importante pensare anche alla presenza iraniana, o se questa guerra possa essere considerata umanitaria quando invece Israele la vede come una guerra domestica. E poi ancora considero le forme non convenzionali di questa guerra, e mi chiedo quando, anche se l'operazione Piombo Fuso può essere considerata terminata, ricominceranno le ostilità.


23 gennaio 2009 21:31:06 - Lina Bertorello scrive:
@ paola , queste cose succedono anche in israele ? Pensavo solo nei paesi dell'est.. @ alessia.. fino all'informazione ci arriviamo, ma le cose non le cambiamo.. non so' a quanti scioperi ho partecipato ultimamente.. tutte le leggi passano per decreto, non se ne discute manco e noi poveri scemi nelle piazze a prender freddo ! negli altri paesi è anche peggio perchè ti prendi le bombe da qualsiasi parte tu stia....


23 gennaio 2009 15:06:19 - Paola Arcidiacono scrive:
Sono venuta a conoscenza solo da pochi giorni della storia di Mordechai Vanunu(nome di battesimo John Grossman),ammetto la mia ignoranza. Un uomo che dal 1976 al 1985 ha lavorato come tecnico nucleara in una centrale nucleare israeliana e che nel 1986 ha deciso di denunciare il fatto che Israele fosse in possesso di armi nucleri. Nello stesso anno è stato prelevato dai servizi segreti isrealiani, il Mossad,mentre si trovava a Roma ed è stato tenuto in carcere per 18 anni accusato di spionaggio.Nel 2004 è stato liberato ma con una lunga lista di restrizioni fra cui il divieto di comunicare con cittadini non israeliani, di uscire dal Paese, di utilizzare ogni mezzo di comunicaziome.In realtà ha avuto modo di avere contatti con la stampa e per questo nel 2007 si è preso una condanna a sei mesi di carcere dal tribunale per la pace di Gerusalemme; ha anche interrotto la sua libertà vigilata cercando di andare in Cisgiordania e pare debba tornare in carcere.Nel luglio del 2008 è tornato in tribunale per quest'ultima accusa ma per ora non ho trovato altre notizie su di lui.Per quello che sono riuscita a trovare fino ad ora pare abbia fatto richieste perchè gli sia permesso di lasciare Israele ed ottenere un altro passaporto. E' una storia di cui sono venuta a conoscenza e che volevo condividere con voi al di là di ogni giudizio, solo semplice spirito di informazione e condivisione di notizie.


23 gennaio 2009 14:30:19 - Alessia Chiriatti scrive:
E' vero, le notizie su Gaza stanno scemando, l'insediamento di Obama e il vestito indossato dalla moglie al suo giuramento sono argomenti più interessanti. Ma credo anche che se una persona, un cittadino,vuole informarsi ha a disposizione gli strumenti. La rassegnazione non serve: è più importante impegnarsi e andare a fondo nelle cose. Così come ci sono tanti ciarlatani in giro, ci sono anche giornalisti e informatori e fonti di tutto rispetto. Basta volersene interessare. Allo stesso modo credo che non sia giusto stare dalla parte nè dei palestinesi nè degli israeliani: entrambi sono popoli che hanno bisogno di pace, e tirare in ballo i civili non è corretto. Non discuto su come sia stata condotta la guerra, sulla quale mi sono già espressa, ma sul fatto che i giochi di potere tra le istituzioni che hanno interessi nell'area debbano smettere una buona volta per tutte. Quello che accade a Gaza ha poi le sue conseguenze sul resto del mondo. Alessia


23 gennaio 2009 14:20:23 - Paola Arcidiacono scrive:
I ritmi frenetici della vita quotidiana hanno colpito anche la realtà comunicativa e giornalistica...o forse è semplicemente il doversi adeguare alle realtà di oggi ed alla assuefazione di cui ormai siamo vittime quando accadono tragedie umane come un conflitto?forse un telegiornale che per più di venti giorni dedica quindici minuti alla stessa notizia fa perdere audiance, un quotidiano che scrive sempre delle stesse cose vende poco...ed ecco che per tre giorni di seguito la notizia più clamorosa che prende piede in Italia e che appassiona milioni di persone non è la guerra fra Israele e Palestina( "tanto vanno avanti così da anni" direbbe qualcuno)ma il possibile passaggio di Kakà al Manchester City e ,forse ancora più deprimente, i giornalisti che sono accorsi in massa in Egitto per il vertice di capi di Stato e di Governo per discutere sulla questione palestinese trovano indispensabile chiedere a Berlusconi notizie sul futuro del giocatore del Milan.


23 gennaio 2009 11:40:11 - Fausto Biloslavo scrive:
Lina ha ragione dovrei spiegarlo io, ma dopo 25 anni che faccio questo lavoro ancora me lo chiedo. Provincialismo, ignoranza, schizofrenia giornalistica, c'è di tutto fra le possibili spiegazioni. Ogni volta ce la racontiamo che bisogna seguire gli eventi e poi ce ne dimentichiamo. Come dici tu volere o volare.


22 gennaio 2009 22:32:27 - Lina Bertorello scrive:
veramente ce lo dovresti spiegare tu perchè una notizia, dopo un tot prestabilito, non interessa piu'.. la mia versione è che ci dobbiamo rassegnare, volere o volare


22 gennaio 2009 19:34:20 - Fausto Biloslavo scrive:
Ho visto il film e conosco la Bosnia. Potevano farlo meglio. Avete notato come finita la guerra a Gaza le polemiche si stiano volatilizando in attesa del prossimo conflitto? Forse la gente si stufa, dopo solo tre settimane di guerra?


22 gennaio 2009 14:34:59 - Lina Bertorello scrive:
scusate.. ho fatto qualche errore grammaticale.. mi sono dimenticata di dirvi che la realtà l'abbiamo tutti sotto gli occhi, ma quando vedo queste tristi storie di guerra vorrei trasformare tutto in un mondo surrelae ma pieno di giustizia come quello descritto nel film : the hunting party.. nel film si narra la storia veramnete accaduta di 5 giornalisti che hanno cercato karadzic' tra le montagne bosniache.. il finale di quel film è un inno alla giustizia che forse non vedremo mai qui sulla terra,ma che di sicuro dobbiamo cercare.. tra parentesi io sono una strega talmente strega che ero l'unica a dire che karadzic' era a belgrado.. tutti a dire che era in montagna e ci hanno pure fatto un film sopra.. mentre poi....


22 gennaio 2009 14:21:48 - Lina Bertorello scrive:
io sto dalla parte dei palestinesi, ma non posso negare il diritto di israele di difendersi dai razzi anche in kosovo stavo dalla parte della serbia, ma la realtà è che le bombe e la violenza creano solo altra violenza è una legge matematica bisognerebbe lasciare lo spazio alle disussioni, ma non alle nostre, che siamo brave persone ma non andiamo da nessuna parte dovremmo avere dei capi di stato in grado di governare non solo il proprio paese, ma anche l'equilibrio delle altre nazioni se poi i capi di stato sono quelli che rubano e fanno leggi per rubare meglio, ammazzano chi si oppone alla mafia (non pensate subito all'estero, ne abbiamo anche a casa nostra) e chi non riescono a comprare lo fermano con qualsiasi mezzo.. allora non ci stupiamo di vedere le guerre sono il miglior business


21 gennaio 2009 22:17:45 - eci cevoli scrive:
io credo che Hamas sia il giochino inventato da Israele per giustificare la strage perpetuata. Qui c'è un aggressore, Israele, e un aggredito: il popoplo palestinese. Come da 60 anni a questa parte. Ora Hamas sarà ancora più forte, e più forte ancora sarà la scure sulla Palestina. Loro saranno brutti sporchi e cattivi, per loro noi resteremo sempre gli infedeli. Ma nascondere le loro sofferenze solo perchè non ci piace il loro odore o perchè è più comodo stare con chi è dentro le nostre terre si veste e parla come noi, beh questo è nascondere l'obiettiva verità.


20 gennaio 2009 14:41:54 - Fausto Biloslavo scrive:
L'articolo di Thomas Friedman (http://www.iht.com/articles/2009/01/14/opinion/edfriedman.php) è molto interessante, data l'analisi della storia recente e del rapporto tra Hezbollah, Hamas ed Israele: un articolo che credo farebbe bene a molti italiani, dati gli sviluppi informativi in questi giorni e la forte spettaocolarizzazione degli eventi. Giustamente si afferma quanto sia necessario un rapporto diplomatico tra le varie sfere, soprattutto perchè attualmente il potere di Hamas sta crescendo e l'atteggiamento israeliano in quest'ultima guerra non fa altro che incrementare nuova violenza e una risposta affatto pacifica da parte dei civili. Ciò che emerge in complesso, pure in altri articoli, è come anche i media occidentali si stiano allontanando da una visione filo-israeliana, ma allo stesso tempo quanto non si possa analizzare il problema attraverso simboli di cui sono forieri l'Olocausto e la violenza kamikaze. Mi ha colpito inoltre l'utilizzo della censura di cui fa uso Israele e l'analisi sul giornalismo embedded, anche attraverso la proposizione di esempi legati a guerre trascorse e tristemente note. In ogni caso un'informazione migliore, di qualità differente, sostanzialmente lontana da quella che ci viene propinata sui nostri schermi. Alessia Chiriatti


17 gennaio 2009 16:51:34 - Fausto Biloslavo scrive:
La cronaca della guerra, mostrata senza veli, è sempre un pugno nello stomaco. Il problema è se veramente si vuole parlare del dramma di Gaza, oppure sollevare polveroni ad uso interno per irlanciare l'audience e la propria immagine di conduttore.


17 gennaio 2009 16:47:37 - Paola Arcidiacono scrive:
Totalmente in balia dell'influenza mi è sfuggito l'ennesimo spettacolo proposto da Anno Zero anche se ne ho seguito gli sviluppi il giorno dopo; purtroppo nè Santoro(che settimanalmente non si smentisce)nè Lucia Annunziata (che non è certo un esempio di obiettività)mi stupiscono.In merito a tutto ciò che sta accadendo a Gaza ed a come i media si stanno relazionando con questo dramma anche la puntata di Matrix di qualche giorno fa potrebbe essere oggetto di discussione;sono state mandate in onda immagini davvero forti sui civili colpiti e sulla "realtà" della guerra ed ovviamente il dramma dei bambini era in primo piano.La domanda è sempre la stessa, diritto di cronaca o strumentelizzazione e spettacolarizzazione?


17 gennaio 2009 15:18:52 - Paolo Salvador scrive:
Penso che quanto sta accadendo in Palestina sia l'ennesima replica di una forma di combattimento non tradizionale, magià sperimentata con successo, fin dai tempi dalla Seconda Guerra Mondiale. Il massacro di innocenti o civili nel corso dei combattimenti é sempre stato ampiamente utilizzato per la propaganda reciproca, ma non é che una delle molteplici facce mostruose della guerra. Certamente la parte più debole militarmente cerca sempre di mettere in atto ogni tipo di misura, anche la più cinica, per cercare di incrinare il fronte nemico. Ricordiamo soltanto quanto accadde in Europa, quando i bombardamenti a tappeto contro le città tedesche ed italiane ebbero spesso l'unico obiettivo di colpire i civili, ottenendo lo scopo di far crollare il regime e senza combattere. In Nello stesso modo gli attentati partigiani - oggi dei guerriglieri - diretti contro persone, mezzi o militari isolati, ebbero minimi effetti immediati sul piano bellico. Invece provocarono terribili rappresaglie sulla popolazione civile, azioni indirette e reazioni a catena. L'effetto cinicamente voluto e raggiunto é quello di indirizzare la rabbia dei parenti e delle comunità delle vittime verso i "nemici". Sempre con ulteriori allargamenti della spirale di odio reciproco e forse all'infinito. Questo anche nel caso attuale, secondo me, dove sono presenti i due elementi che ho citato: le povere vittime innocenti (sempre tante) ed i responsabili delle azioni militari, uno dei quali rappresenta "il cattivo". Chi, oggi come allora, si trova costretto a rispondere ad attacchi del genere, è oggetto passivo della propaganda rimbalzata dagli ingenui fiancheggiatori del terrorismo. Da noi ingenuamente denominati pacifisti, tra i quali agiscono elementi ben organizzati non sempre in buona fede. Qualcuno potrebbe spiegare al popolo perché nel caso della Seconda Guerra Mondiale, a parti invertite, come questo fenomeno sia potuto accadere. Nel 1940-45 quante centinaia di migliaia di vittime civili (donne, bambini e ed altri innocenti)sono state sacrificate in Europa dai bombardamenti prima, e dalle rappresaglie poi, per poter abbattere con qualsiasi mezzo i regimi totalitari. Adesso il copione si é invertito: come Hitler e Mussolini, anche Hamas é stato democraticamente scelto dal popolo, ma forse questo é secondario. Nel caso di Israele, ritenuto da sempre un nemico feroce, invasore ed inumano che si avvale di terribili mezzi militari "tradizionali" ecco mettere in mostra le vittime innocenti, preferibilmente i poveri bambini. L'obiettivo é lo stato Sionista, amico dell'Occidente e degli USA, notoriamente guerrafondai, totalitari ed antidemocratici in osservanza dei dogmi comunisti. Ho visto la penosa trasmissione italiana sull'argomento, gestita da quel personaggio fazioso, tipico simbolo della "libera informazione" scandalosa della Rai. I vari politicanti come lui devono essere subito messi di fronte ad un ultimatum: arroganti, faziosi, schierati apertamente, amici o simpatizzanti dei terroristi o presunti tali, non dovrebbero essere ammessi a gestire alcunché. Soprattutto in una Tv di Stato come la Rai. Purtroppo troppi di costoro pensano di averne l'assoluto monopolio, pretendendo privilegi assurdi in nome dei loro deliri messianici. Se ne vadano tutti al più presto, in silenzio, ed il più lontano possibile. Non se ne pentirà nessuno.


16 gennaio 2009 17:47:44 - Francesco Barontini scrive:
Alessia, non mi sorprende. Purtroppo ero all'estero per lavoro e mi son perso alcune trasmissioni...ma non mi sorprende. La sofferenza, i bambini, le emozioni tragiche avulse da contestualizzazione o, peggio, strumentalizzate per biechi fini partigiani sono purtroppo comuni a molti giornalisti che hanno interesse a propalare una loro agenda politica...




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