LIBRO E MOSTRA Gli occhi
della guerra
Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
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REPORTAGE
La lunga strada dopo l'11/9
Bala Baluk (Base Tobruk). “Capitano: un razzo, un razzo…” urla il caporal maggiore capo Carlo Aringhieri in mezzo al caos della battaglia. Reportage dall'Afghanistan sui paracadutisti italiani in prima linea nella provincia di Farah.
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Cina e Tibet
16 aprile 2008
Chiara lancia giustamente un nuovo dibattito su Cina e Tibet. Vale più la real politik o il diritto dei popoli?
15 aprile 2008 14:09:32 - Chiara Savarino scrive: Dopo l'invasione cinese iniziata nel 1949/50 oggi quasi la totalità del Tibet è sotto il controllo della Repubblica Popolare Cinese. Ora più che mai il significato di Shangri La,come luogo di pace e serenità spirituale riaffiora prepotentemente per ricordarci i soprusi che da anni il popolo tibetano e più che mai in questo momento continua a subire senza che nessuno concretamente faccia niente!Si parla di boicottare le Olimpiadi!Comunicativamente parlando sarebbe un messaggio importante di solidarietà,anche se le probabilità che ciò accada sembrano diminuire sempre di più!Ma basterebbe solo questo?Cosa può fare davvero la comunità internazionale per risolvere la questione?Possibile che la Cina sia sempre e comunque inarrestabile e che nessuno possa davvero proteggere i diritti umani più volte calpestati?Interessa davvero difendere questi diritti?sembra proprio di no..


04 agosto 2008 16:23:54 - Enrico Scarponi scrive:
Seguo con molto interesse la questione sino-tibetana da diverso tempo e per diversi motivi. Ho viaggiato molto in Cina e a Taiwan ho conosciuto anche dei tibetani in esilio, quindi le cose che accadono in quella parte di mondo difficilmente mi lasciano indifferente. Quello che vorrei dire però è che i media italiani tendano eccessivamente a semplificare le cose e i nostri giornalisti hanno una tendenza profondamente radicata di creare quasi dei racconti "mitologici" giocando con mille archetipi. Ecco allora che viene presentata al mondo la storia di un branco di soldati cattivi che si accaniscono contro dei poveri monaci. Secondo me le cose non sono proprio così, ed è il caso di vedere le cose un pò più sfumate. Il Tibet ha subito delle grandi ingiustizie in seguito alla rivoluzione culturale di Mao e questo è innegabile, tuttavia credo sia giusto ricordare che il livello di vita della popolazione tibetana con la presenza cinese ha conosciuto dei sostanziali benefici. Il Tibet, nonostante continui ad essere una regione sostanzialmente povera e problematica era però sottoposta ad un regime feudale sotto il potere dei Lama: vi era una teocrazia assoluta e le condizioni della popolazione erano più che pessime. Con ciò non voglio giustificare ciò che ha fatto Mao con la repressione dei monaci e la chiusura dei templi... credo solo che sia giusto che le cose vadano dete tutte, proprio per capire meglio certe situazioni. La incredulità dei cinesi di fronte alle rivolte del Tibet sta proprio qui: non capiscono perchè in un paese dove hanno portato strade, scuole ed ospedali la popolazione si ribelli. Il problema è che ai cinesi risulta difficile capire che i tibetani vogliano mantenere le loro tradizioni che mal si conciliano con i negozi luminosi e i KTV (le sale karaoke... in Cina, Giappone e Taiwan molto popolari) portati dai cinesi anche a Lhasa. Allora, vi dirò una cosa.... quando facevo vedere delle foto dell'Italia, delle nostre città d'arte, a dei ragazzi e ragazze cinesi loro mi dicevano : "ma perchè avete tutte queste cose vecchie?" per noi è un abominio considerare una città rinascimentale com Firenze, invidiata da tutto il mondo, come un vecchio ciarpame da buttare giù ma tutto ciò si spiega che un popolo, che fino all'altro ieri ha vissuto nella miseria più nera e mangiava poco più che una ciotola di riso al giorno non appena conosce un minimo di benessere per loro il bello è appunto il grattacielo, il palazzone.. se vi capita di fare un giro a Shanghai vi accorgerete di questo. Con il Tibet credo che succeda questo, la stragrande maggioranza della popolazione cinese non ha questa percezione di preservare chissà quale tradizione (forse anche merito-demerito degli estremismi di Mao) per loro la modernità è la miglior cosa che si possa ottenere e questo va purtroppo a discapito della propria e altrui peculiarità culturale. Oggi in Cina qualcuno si rende conto però dell'importanza del passato e vengono rivalutate e rivalorizzate molte cose della tradizione. Girando per la Cina ad esempio troverete che ci sono zone in cui la prevalenza degli abitanti non è di etnia Han ( il cinese propriamente detto.... quello di Pechino.. vabeh!) come ad esempio le regioni del sud-ovest abitate dai Li o Miao in cui questi gruppi preservano tranquillamente le loro usanze e tradizioni... sono dei posti molto belli e interessanti da visitare anche proprio per questo! In Tibet non ci sono mai stato però a quanto sò le autorità stringono di più la cinghia rispetto ad altre regioni e benchè ai tibetani siano concesse alcune autonomie come ad esempio l'esenzione dalla politica del figlio unico e l'insegnamento della lingua tibetana nelle scuole c'è molta più polizia e controllo. Secondo me gioca molto anche il fatto della posizione strategica del Tibet, nel cuore dell'Asia e circondato da India, Cina e Russia. Chi auspica l'indipendenza per il Tibet ritengo che sia un folle, spero comunque che i cinesi concedano più autonomie libertà culturali alla popolazione, per il bene di entrambi i popoli. Però ecco... malgrado tutte le cose negative e le tantissime contraddizioni che possono esserci io non ci sto a classificare i cinesi come un paese e un popolo cattivo, tutt'altro. è un paese che per colpa anche dell'occidente ha sofferto mille umiliazioni e che ora si sta lentamente (sì... ammetto molto lentamente) incamminando verso un corso nuovo. Insomma, sapete che l'altro giorno c'è stata la prima conferenza stampa di Hu Jintao? è la prima volta nella storia politica della Cina... anche per la pena di morte, sebbene siamo ancora lontanissimi da sostanziali cambiamenti, sono stati però prese delle misure per cui il potere di decidere un'esecuzione non è più nelle mani di un semplice dirigente locale, ma deve passare necessariamente per il potere centrale. Insomma sono dei timidi segnali che dovremmo accogliere positivamente e incoraggiare, verso dei graduali e maggiori sviluppi. Dei miglioramenti si potranno ottenere solo da una reciproca apertura, tra l'ocidente e la Cina. Se parlate con una persona cinese che è stata in Italia o all'estero per studio o lavoro avrà una mentalità diversa da un suo connazionale rimasto sempre in Cina, e questo è importante. Così secondo me si arriverà a migliorare la situazione della democrazia e dei diritti umani, conoscendoci a vicenda, capire come pensiamo e influenzandoci in positivo l'uno con l'altro. Iniziative come il boicottaggio delle olimpiadi o embarghi di altro genere sono inutili e controproducenti, preferiamo forse che la Cina piombi in un isolamento che la porti ad assomigliare ad una enorme Corea del Nord? Penso proprio di no....


09 luglio 2008 20:14:50 - Fausto Biloslavo scrive:
Cara Pamela sottoscrivo dalla prima all'ultima riga.


09 luglio 2008 19:57:17 - pamela mangoni scrive:
Le Olimpiadi si avvicinano e tutti i leader occidentali stanno rinunciando al boicottaggio. Mi pare ovvio: per molti la Cina è il partner commerciale per eccellenza! Come prenderebbe il boicottaggio considerando che, a partire dalla designazione da parte del Comitato olimpico, il governo ha investito una fortuna per prepararsi all'evento? E' vero che il messaggio simbolico sarebbe importante ma è altrettanto vero che non produrrebbe nessun cambiamento rilevante nella politica cinese, anzi potrebbe comportare la chiusura di importanti canali di dialogo. Comunque, spero che l'esercito di giornalisti che si riverserà nel paese, colga l'occasione per raccogliere informazioni e raccontarle in modo obiettivo, insomma senza fare disinformazione in relazione alle colpe del regime cinese. E speriamo che una volta terminati i giochi si riprenda a parlare della questione tibetana, del rispetto dei diritti umani e non solo.......


12 maggio 2008 13:10:31 - Chiara Savarino scrive:
E' stato davvero un piacere incontrare Fausto Biloslavo all'Università per Stranieri di Perugia lo scorso venerdì.Un incontro ricco ed emozionante, uno scambio di esperienze che lui ha vissuto sul campo e poi di opinioni, di sensazioni. Sono rimasta profondamente colpita dai racconti personali e di guerra che Fausto ci ha riportato, eventi sconvolgenti, ai limiti dell'umana ragione che ai più appaiono lontani o quasi inesistenti. Ammiro il coraggio che ci vuole per essere lì sul campo a guardare in faccia gli orrori della guerra e far conoscere al mondo ciò che accade. La conoscenza aiuta gli uomini a cambiare le cose o per lo meno ne offre la possibilità. Per questo credo che il mestiere di "informatore" (giornalista,inviato,reporter) sia una missione che solo chi cerca realmente la verità può fare. Mi auguro di poter anch'io, un giorno, riportare la verità come fa lei nei suoi articoli. Grazie per questo incontro Fausto.


30 aprile 2008 20:36:28 - rosita parente scrive:
A proposito degli spunti offerti da Chiara Savarino, segnalo un articolo di Rampini, su Repubblica di oggi (30 aprile). Si parla della crisi del neoliberismo e della globalizzazione, dell'ingresso del capitalismo di stato cinese nelle economie occidentali e di come, in questo contesto, la situazione del Tibet conferma la caduta di un dogma del "pensiero unico": il capitalismo non genera democrazia.


23 aprile 2008 17:16:52 - Maria Alessandra Giannelli scrive:
Già! i rapporti tra occidente e cia sembrano quantomeno "oscuri"! voglio dire, la cina è un paese in enorme crescita, ormai presente e cometitiva in ogni campo ed in ogni settore. i cinesi sono presenti in forti comunità in tutti i paesi occidentali e se volessero non gli ci vorrebbe molto per dettar legge. e noi cosa facciamo? proprio come se niente fosse! è una cosa che proprio non mi spiego! i più mi rispondono che i governi occidentali lasciano fare la cina perchè essa a sua volta non s'intrometta nei loro affari, ma questa non mi sembra nè una risposta esaustiva nè una giustificazione coerente. Mi rendo conto che in un mondo globalizzato sia praticam fuori discussione adottare delle politiche in qualche modo protezionistiche, e non troverei neanche giusto farlo. mi sembrerebbe giustissimo però, ad esempio, far entrare in europa solo prodotti conformi alle nostre normative, prodotti secondo i nostri standard e soprattutto in aziende dove i lavoratori siano tutelati come si pretende da noi. perch è tutto qst non viene fatto? adesso la repressione in tibet , della quale poco si sente oramai parlare, ha portato alla ribalta il tema del rispetto dei diritti umani. quello che è accaduto e sta accadendo è inconcepibile ed inaccettabile, repressione con la violenza, censura nell'informazione..e nonostante qst non emerge una condanna forte e netta alla cina. quando si è cominciato a parlare di boicottare le olimpiadi ero convinta che fosse una cosa giusta e l'unica cosa da fare. riflettendoci un pò non lo so più. partendo dal presupposto che non sarebbero mai dovute essere assegnate a pachino dato che i diritti umani non venivano rispettati neanche prima del caso tibet, per me non avrebbe senso boicottare le olimpiadi, che hanno un forte valore a prescindere dal paese che le ospita, e poi continuare tranquillam tutti gli altri tipi di rapporti con la cina.




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