Gli occhi della guerra incrociati in tanti reportage in prima linea. Per questo gli occhi della guerra diventano il titolo di un libro fotografico. Un libro per raccontare, con immagini e sguardi fugaci, 25 anni di servizi dai fronti più caldi del mondo.
L’ultima battaglia è scoppiata il sabato di Pasqua con i soldati italiani che dirigevano il fuoco degli elicotteri americani Apache contro i talebani. A piedi, con i muli, nei mezzi che assomigliano a gatti delle nevi blindati, gli alpini paracadutisti dell’avamposto di Surobi, 70 chilometri a sud est di Kabul, ce la mettano tutta.
Chiara lancia giustamente un nuovo dibattito su Cina e Tibet. Vale più la real politik o il diritto dei popoli?
15 aprile 2008 14:09:32 - Chiara Savarino scrive:
Dopo l'invasione cinese iniziata nel 1949/50 oggi quasi la totalità del Tibet è sotto il controllo della Repubblica Popolare Cinese. Ora più che mai il significato di Shangri La,come luogo di pace e serenità spirituale riaffiora prepotentemente per ricordarci i soprusi che da anni il popolo tibetano e più che mai in questo momento continua a subire senza che nessuno concretamente faccia niente!Si parla di boicottare le Olimpiadi!Comunicativamente parlando sarebbe un messaggio importante di solidarietà,anche se le probabilità che ciò accada sembrano diminuire sempre di più!Ma basterebbe solo questo?Cosa può fare davvero la comunità internazionale per risolvere la questione?Possibile che la Cina sia sempre e comunque inarrestabile e che nessuno possa davvero proteggere i diritti umani più volte calpestati?Interessa davvero difendere questi diritti?sembra proprio di no..
A 60 dall'esodo e dalle foibe quale memoria vogliamo tramandare? E' questo il fondamentale quesito che mi ha suggerito Carmen Palazzolo, la preziosa e paziente curatrice di un volume sull'esodo dell'Associazione delle comunità istriane. Rientrando da Belgrado, dopo un reportage in Kosovo apro il dibattito con un suo lungo intervento.
Mi permetto qualche spunto per la discussione che avete aperto. In Afghanistan combattiamo, ma non si può dire. In Afghanistan sembra solo che portiamo caramelle ai bambini, ma non è così. A qualcuno importa veramente dell'Afghanistan o qualsiasi avvenimento laggiù viene utilizzato per meri fini politici a casa nostra? E' giusto ritirarsi se il gioco si fa duro, ovvero se si comincia a sparare?
"Libero spazio a commenti ed idee" come ha scritto Fausto Biloslavo, questo dovrebbe essere lo scopo e l'essenza della democrazia e, segnatamente, dell'insegnamento universitario. Durante il mio semestre questo ha guidato le lezioni: fornire strumenti e non prescrizioni, procedure, atteggiamenti e non regolamenti. Consigli e non diktat. Occhiali per osservare meglio la realtà dei fatti e delle fonti, non paraocchi per vedere solo quello che si confà ai nostri "pre-giudizi." Però poi il corso si conclude e già so che mi mancherà il confronto con gli studenti, la comunicazione ha come prima caratteristica quella di essere un flusso continuo, ininterrotto...ed ecco l'idea di aprire un blog, aperto a tutti, non solo ai frequentanti delle mie lezioni di comunicazione di crisi...abbiamo deciso di chiamarlo Shangri-la, un luogo virtuale appunto, ma che evoca libertà, equilibrio e serenità. Le qualità che vorremmo far proprie delle nostre discussioni...la comunicazione di crisi dunque, con tutte le sue sfaccettature, la gestione dell'informazione, il perfezionamento continuo di quelle lenti colorate che ci aiutano ad osservare il mondo, ad essere cittadini con la C maiuscola. Buon viaggio a noi tutti dunque!
Quando sono "sbarcato" sulla rete ero affascinato dall'idea di aprire un blog, dove concedere libero spazio a commenti e idee. Nello stesso tempo il progetto mi terrorizzava temendo di non riuscire a trovare il tempo per seguirlo con la dovuta attenzione. Per fortuna è arrivato in soccorso Francesco Barontini, un vecchio amico dell'aeronautica militare, che con mio dispiacere ha appeso la divisa al chiodo. Assieme a Francesco ho condiviso grandi reportage di guerra, come l'Afghanistan dopo l'11 settembre. Via telefono satellitare gli descrivevo le esplosioni dei primi bombardamenti notturni americani sulle linee talebane per capire qualcosa di più sulla guerra aerea e non scrivere stupidaggini. Francesco insegna "Comunicazione di Crisi e Gestione dell'Informazione" all'Università di Perugia. Da lui e dalla sua pattuglia di studenti è nata l'idea di aprire questo blog ospitato sul mio sito. Gli stessi studenti lo alimenteranno con le loro opinioni e hanno pensato al titolo: Shangri la. L'auspicio è che sia uno spazio aperto alla discussione sull'informazione, il giornalismo di guerra e altro ancora. Un blog sempre rispettoso delle idee di tutti e senza eccessi. Uno spazio costruttivo e soprattutto .... libero.
Nei primi anni ottanta, tre giovani triestini compresero
prima degli altri che il giornalismo avrebbe imboccato una direzione sempre più
orientata verso il giornalismo autonomo.Così decisero di andare in giro per il mondo
raccontando le guerre dimenticate...