
|
Esclusivo
03 maggio 2012 - Esteri - India - Il Giornale |
|
| "La Lexie a casa. Ma che pena lasciare i marò" |
«Questi 77 giorni li porteremo sempre sulla nostra pelle e su quella delle nostre famiglie. Quando salperemo lo faremo come un corpo smembrato. A terra sono rimasti due marò » vuole subito ribadire il capitano Umberto Vitelli, via telefono satellitare con il Giornale . Il comandante della petroliera «Enrica Lexie» parla per la prima volta, dopo oltre due mesi di sequestro nel porto indiano di Kochi. «Latorre e Girone (i due marò in carcere a Trivandrum, nda) sono un pezzo di noi, del nostro equipaggio. Due ragazzi che hanno difeso la nave, che si sono esposti e sono ancora in prima linea- sottolinea il comandante- . Se tutto andrà bene stiamo tornando e riabbracceremo le nostre famiglie, ma lasciarli in India è pesante spiega Vitelli - . Per mare esistono regole non scritte di solidarietà e spirito di corpo, per cui nessuno deve restare indietro». Sull'incidente del 15 febbraio, che avrebbe portato alla morte di due pescatori indiani, non vuole parlare: «Ci sono due procedimenti in corso (in India e in Italia, nda)».La buona notizia della 'liberazione' dell'Enrica Lexie è arrivata ieri mattina a Napoli, sede della società armatrice Fratelli D'amato, dopo due ore dell'ennesima udienza della Corte suprema indiana a New Delhi. A bordo quasi non ci credono: «Tante volte sembrava finita, ma poi saltava fuori un cavillo e non si partiva mai. Diciamo che adesso sono come San Tommaso. Prima voglio salpare le ancore e poi ne sarò certo», sottolinea il capitano. E assicura che «pure i 19 indiani, come gli altri membri dell'equipaggio, hanno vissuto questi 77 giorni senza sconti, sulla loro pelle». Il suo comandante in seconda, Carlo Noviello, parla di oltre due mesi «angoscianti». Pure lui sottolinea che la liberazione «è una bella notizia, ma per festeggiare aspetteremo il ritorno in Italia dei due ragazzi che lasciamo a terra. Lo abbiamo promesso». Salvatore Girone e Massimiliano Latorre resteranno nel carcere di Trivandrum. Gli altri quattro fucilieri del nucleo di protezione antipirateria a bordo della «Lexie», invece, torneranno finalmente a casa. Si tratta del sottocapo di prima classe Massimo Andronico, del sottocapo di terza Alessandro Conte, del suo parigrado Antonio Fontana e del sergente Renato Voglino, tutti del reggimento San Marco. Il più anziano, Voglino, ha 34 anni ed il più giovane, Fontana, è del 1983. Il comandante in seconda spiega a il Giornale che «stiamo tutti bene anche se un po' stressati. Ogni giorno ne saltava fuori una. Abbiamo l'amaro in bocca. Si sperava di partire tutti assieme, ma sapevamo che era un desiderio vano ». Negli ultimi giorni si temeva che a causa dell'ennesimo rinvio la petroliera fosse destinata a rimanere a Kochi fino a luglio, dopo le ferie dei magistrati della Corte suprema. Fra i familiari dei 7 marittimi italiani a bordo e la Farnesina c'è stata qualche incomprensione, ma alla fine il governo ha firmato la lettera d'impegno per i quattro marò superstiti a ripresentarsi in India per testimoniare, se fosse necessario. Una clausola chiesta dallo stato dal Kerala e imposta dalla Corte suprema. Da Napoli sta arrivando in India il comandante Pio Schiano, che per conto dell'armatore ha sempre seguito il caso. Bisogna far rispettare le ultime clausole imposte dalla corte. Non solo: per la partenza della petroliera è stato chiesto un deposito di 30 milioni di rupie (440mila euro) come «impegnativa » di pagamento per eventuali adempimenti che saltassero fuori in futuro. Se non ci saranno intoppi la «Lexie» potrebbe salpare le ancore venerdì facendo rotta sullo Sri Lanka. A Colombo, capitale dell' isola-Stato, scenderanno a terra i 4 marò superstiti e si imbarcherà un nucleo fresco di protezione anti pirateria. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha cantato vittoria convinto che «è un primo passo nella direzione di una soluzione complessiva della vicenda, che riguarda soprattutto il ritorno a casa dei nostri due fucilieri di Marina trattenuti in Kerala ». In realtà l'armatore si è mosso per primo facendo ricorso a Delhi e sembra che fin dall'inizio non abbia avuto un grande appoggio istituzionale. Sollevando non pochi malumori e la convinzione che con un governo più deciso e meno tecnico almeno la faccenda della nave l'avrebbe risolta prima. www.faustobiloslavo.eu |
| [continua] |
|
video
|
|
|
20 marzo 2013 | TG5 | reportage
"I nostri marò" l'e book di Giornale.it
La storia di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone i fucilieri di Marina trattenuti in India per un anno con l'accusa di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati. "I NOSTRI MARO'" è un e book di Fausto Biloslavo e Riccardo Pelliccetti, che ripercorre la vicenda attraverso documenti esclusivi, testimonianze, foto e video inediti. Un anno di sgarbi diplomatici, interpretazioni arbitrarie del diritto e umiliazioni, ma anche un anno di retroscena e di battaglie per riportarli a casa. Latorre e Girone restano in Italia, ma la storia non è finita. Ora è sotto tiro il nostro ambasciatore in India, Daniele Mancini, per il mancato rientro a Delhi dei marò.
|
|
|
|
|
18 marzo 2013 | TG5 | reportage
Caso marò: documento esclusivo pubblicato dal Giornale
Il 15 marzo con la nota verbale 100/685, l’ambasciata italiana ricordava al “ministero degli Esteri indiano gli obblighi alla protezione dei diplomatici derivanti dalla Convenzione di Vienna”. Nella nota si chiede al governo di Delhi di “riassicurare che nessuna autorità indiana possa applicare misure restrittive alla libertà di Sua Eccellenza l’ambasciatore”. Alla fine si invita pure a garantire la “personale sicurezza” di Mancini e tutti i nostri diplomatici in India.
|
|
|
|
|
08 marzo 2012 | Uno Mattina | reportage
Il caso dei marò "ostaggi" degli indiani
|
|
|
|
radio

|
17 dicembre 2012 | Zappingduepuntozero | intervento |
India
La saga dei marò
Un'analisi fuori dai denti di dieci mesi di linea morbida che non sono serviti a molto.
|
|
|
|
|